Neonati e prima infanzia

0-3 anni

La mente e il corpo scoprono il mondo: le prime esperienze della vita

Caratteristiche

Il periodo neonatale e quello immediatamente successivo rappresentano il momento di passaggio da un funzionamento fisiologico ad uno psicologico. Tutto l’organismo è impegnato e coinvolto nelle prime esperienze della vita che avvengono attraverso la sensorialità del corpo finalizzate alla sopravvivenza fisica e psichica dell’individuo.

Essendo una fase per lo più caratterizzata dall’assenza del linguaggio, il bambino molto piccolo viene osservato e valutato nelle sue capacità motorie, sensoriali, interpersonali, nel comportamento, nella modalità di adattamento e di reazione all’ambiente.

Fin dai primi giorni di vita il neonato possiede le potenzialità innate per acquisire la capacità di regolare i propri stati emotivi, organizzare l’esperienza e le risposte comportamentali.

Le strategie del bambino piccolo per gestire le sensazioni interne e ambientali si strutturano attraverso la relazione con la madre e con le persone che si prendono cura di lui. Queste prime esperienze avranno importanti risvolti sia in termini di continuità evolutiva sia per quanto riguarda lo sviluppo cognitivo e socio-affettivo.

All’interno di questo processo è normale che vi siano molte differenze individuali tra un bambino e l’altro nel raggiungere le tappe di crescita, differenze che  possono riflettere il temperamento costituzionale o la varietà degli stimoli provenienti dall’ambiente e dall’interazione con i genitori. 

Sintomi

Sebbene è importante che alcune competenze siano raggiunte entro i tre anni, ogni bambino ha i suoi tempi: alcuni possono essere rapidi nell’acquisizione delle varie autonomie, altri più lenti, senza che questo comporti necessariamente un problema o un ritardo specifico nello sviluppo. Tuttavia alcuni sintomi suscitano preoccupazione nei genitori per la loro intensità e frequenza, in questi casi è opportuno considerare la necessità di un approfondimento per capire se si tratta di normali reazioni alle fasi di crescita o si stia organizzando un complesso patologico che richiede un intervento terapeutico.

Si possono verificare in questa fase delle difficoltà nel gestire efficacemente gli stati emotivi e fisiologici legati, ad esempio, all’alimentazione o al sonno e all’addormentamento, a risposte comportamentali che possono essere poco o eccessivamente reattive. Ansie, paure, traumi relazionali precoci possono manifestarsi con sintomi che è necessario differenziare da stati fisiologici.

Terapie

Dopo un’accurata valutazione del disagio e del bisogno attraverso alcuni colloqui di prima consultazione con i genitori e di osservazione dell’interazione genitori-bambino verrà considerata l’opportunità di coinvolgere il bambino in un percorso di cura oppure di aiutare i genitori a gestire loro stessi il problema attraverso l’aiuto guidato di uno specialista.

Nel caso in cui l’intervento sia centrato sul bambino è previsto il coinvolgimento di varie figure professionali che potrebbero avere un ruolo rilevante sia nella fase diagnostica che terapeutica: pediatra, osteopata neonatale, nutrizionista, neuropsicomotricista, psicoterapeuta infantile.